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Il giardino della scuola

fiorito di fiori e speranze

il bambino corre e ride

era Maggio il sole

scaldava ma non scottava

e i bambini giocano

immensa mano di maestra

tutta paura e calore

una pagina di diario

Venerdì pomeriggio

la sensazione più bella

e un soldatino aspetta

ogni giorno lo sguardo

del cielo azzurro

intrecciarsi in trecce

dolce seta di grano

che si annoda dentro

il fiato non sa più trattenere

e la ballerina arrossita

passa e va

Nel corridoio così sottile

come un rasoio

Volteggia la ballerina

leggera tra le stelle

e le finestre sul cielo

mentre il soldatino

lo sguardo perso

seduto immobile

nel suo angolino

se ne sta a sognare

cogliendo istanti

che non torneranno più

come era caldo

il giardino di scuola

e il bambino aspettava

quel piccolo bruco

la maestra diceva

presto sarebbe volato via

presto di mille colori

avrebbe preso il volo

il soldatino forse

non avrebbe creduto

una sola volta

con la dolce ballerina

aveva parlato

e forse fu l’errore

lei disse presto

le tue stelline cadranno

il tempo in polvere

le trasformerà

ma lui non volle credere

come era semplice

la ballerina e il soldatino

e la pagina di diario

ma poi l’inganno

dell’anello senza stella

l’ultimo sguardo

dietro la porta che si chiude

e l’eterno rimpianto

e la ballerina volteggiando

svanì dietro la porta

ormai chiusa dentro

il soldatino perso e spaurito

il giardino di scuola

si spegne nella sera

poi un buco nella notte

ed il precipizio è lì

il soldatino ancora oggi

seduto immobile se ne sta

a sognare ad occhi chiusi

L’uomo dietro lo specchio

smise di parlare

solo un rimpianto

lo tormentava

quello di non poter ritornare più

all’altro capo

nel giardino di scuola

buona notte

miei carissimi amici

il soldatino e la ballerina.