Il ricordo della neve
sui marciapiedi sotto i tuoi piedi
si sciolgono i suoi capelli
sopra banchi di scuola
sotto nicchie di rami
scorgo la sveglia
del mattino
la fermata dell’autobus
è ancora vuota
e i suoi capelli sono
ancora posati su cento
cuscini e un dolce sogno
con distese di campi di grano
Io vi ho salvato dalla
polvere di un album di fotografie
scartate, e voi così
mi avete lasciato soffocato
su di un vecchio banco
di scuola rovesciato
con il volto su di un
freddo pavimento di
questo vecchio solaio
di ricordi da dimenticare
poi non si sa perché
proprio ora che non
distinguo più
la luce della luna
da questa penombra
di una lampada ostile
proprio ora che ho
bisogno di sognare
i suoi lunghi capelli
liberi dai fermagli
del tempo che ci
costringe a voltar pagine
prima ancora di
averle scritte.